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02/11/2009 Arrestati i boss latitanti Salvatore e Pasquale Russo
In poco più di 48 ore si è chiuso il cerchio sulla cosca dei Russo, uno dei clan più pericolosi e agguerriti, con collegamenti diretti con la mafia siciliana e “federato” con alcune delle cosche più sanguinarie della Campania: dai Moccia di Afragola ai Fabbrocino di San Giuseppe Vesuviano ai Cesarano di Pompei. Un legame spezzato in pochi giorni: prima l’arresto di Salvatore Russo, il fratello più “operativo” e crudele , in una masseria di Somma Vesuviana, poi le manette ai polsi di Pasquale, il vero padrino, l’uomo delle decisioni finali, che aveva ereditato lo scettro del comando di Carmine Alfieri, il “capo dei capi” della camorra degli anni Ottanta, poi diventato collaboratore di giustizia dopo l’arresto. Con Pasquale e il fratello Carmine, sono stati arrestati un panettiere incensurato che aveva dato loro ospitalità, Antonio De Sapio, 53 anni (accusa di favoreggiamento), e due affiliati alla cosca, Giovanni Sirignano, 29 anni, genero di Salvatore Russo, e Antonio D'Elia, 36 anni. Entrambi sono accusati di estorsione e usura, con l’aggravante camorristica. Salvatore Russo è stato arrestato dagli agenti della Squdra mobile della Qestura di Napoli mentre il fratello Pasquale è sttao assicurato alla giustizia dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna con i colleghi del ROS coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Entrambi i boss erano nell'elenco dei trenta latitanti più pericolosi.
pubblicato il 02/11/2009 |
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